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Le origini del calciobalilla (A cura di Gabriele Martufi) Ricostruire il percorso storico del calciobalilla è tutt'altro che semplice. Le fonti sono contraddittorie, spesso di dubbia provenienza. Nel presente breve trattato vengono sintetizzate le informazioni più accreditate, estrapolate da fonti attendibili e soprattutto a cura della Famiglia Garlando. Il calciobalilla sembra sia stato inventato in Germania da Broto Wachter tra gli anni '20 e '30. Contemporaneamente anche in Francia vennero realizzati i primi tavoli da gioco, in particolare sembra che l'idea sia stata concretizzata da Lucien Rosengart, operaio della Citroën, già inventore in altri campi. Indipendentemente anche in Spagna e precisamente a Barcellona, Alejandro Finisterre inventa e perfeziona il calciobalilla nella sua versione più moderna con gli omini sagomati e registra il brevetto nel 1937. In ogni modo le origini tedesche del gioco sembrano ulteriormente attestate dal nome che gli hanno dato gli americani, foosball, trascrizione inglese del tedesco fußball. In sintesi, la Germania, la Francia e la Spagna si contendono la paternità dell'atemporale calciobalilla. Secondo l'importatore di calciobalilla, nonché storico del settore, l'americano Bud Wachter, l'idea originale nasce in Germania nel tentativo di trasporre il gioco del calcio in un gioco da tavolo ispirato ad esso. L'idea prende forma nei bar e club nei quali si riunivano per festeggiare le vittorie delle numerose squadre di calcio locali. Così il primo prototipo di calciobalilla è presto costruito e la sua diffusione è talmente rapida che in breve praticamente ogni club si trova ad avere il proprio kicker, questo infatti è il nome con cui il gioco viene identificato, e che entra nell'uso comune, tanto che, ancora oggi, in Germania, è uno dei più usati per indicare il calciobalilla. I tavoli da gioco vennero costruiti con cassoni artigianali in legno con il piano da gioco in compensato, aste in legno con gli omini o ometti realizzati anch'essi con blocchi di legno, le porte tagliate alle due testate e chiuse da buche di panno per raccogliere le palline, il tutto montato su rudimentali gambe. Dunque tanto entusiasmo e parecchia fantasia, da parte dei falegnami, per supplire alle carenze tecnologiche dell'epoca. Ci fu una diffusione molto rapida del gioco che però ebbe un rallentamento negli anni del dopoguerra, in quanto i materiali di primaria importanza quali la plastica, il metallo e il legno, furono di preferenza destinati alla ricostruzione. Successivamente quasi contemporaneamente alla Germania, anche Italia e Francia iniziano la produzione di alcuni modelli che, con l'unica eccezione delle aste telescopiche, montate su tutti i calciobalilla francesi e su alcuni italiani, presentano caratteristiche analoghe a quelli tedeschi, stabilendo così uno standard universalmente riconosciuto. Al termine della seconda guerra mondiale, rudimentali calciobalilla furono utilizzati, con ottimi risultati, nella riabilitazione psicomotoria dei reduci di guerra. Tuttavia, bisogna aspettare oltre dieci anni perché una vera e propria produzione cominci, l'impulso arriva dalla Francia dove, nel 1947, un geniale marsigliese, Marcel Zosso, crea e diffonde i primi calciobalilla, chiamati sportfoot, che riscuotono un immediato successo soprattutto nel sud del paese. Nel 1949 Zosso decide di importare lo sportfoot in Italia e sceglie Alessandria come sede, vi arriva in treno, in una tarda sera del dicembre 1949, Zosso cerca i fornitori e li trova soprattutto tra i fabbricanti di casse da morto. Il lavoro materiale è affidato ai detenuti del carcere di Alessandria. La Famiglia Garlando è pronta ad accogliere la novità e inizia la produzione dei calciobalilla. Nel gennaio 1950 è pronto il primo sportfoot italiano, ovvero il pionieristico calciobalilla alessandrino. Dal 1951 al 1954 ad Alessandria si costruiscono circa 12.000 calciobalilla, di cui 6.000 sono venduti e 6.000 noleggiati. Quattro anni dopo si registra una momentanea battuta d'arresto: nel 1954 il calciobalilla è vietato dalla questura di Roma, per essere tuttavia nuovamente reintrodotto l'anno seguente. Nello stesso periodo, e precisamente nel 1955, il primo calciobalilla approda negli Stati Uniti d'America, dove incontra ben diversa sorte, rimanendo per molti anni ai margini del mercato, prima di diffondersi e diventare il fenomeno di massa che è stato fin da subito in Europa. Infatti per tutti gli anni '60, il foosball a stelle e strisce continua a crescere solo lentamente, basato com'è su uno sport tra i più praticati in Europa ma relativamente sconosciuto agli americani. È solo con il tempo che il pubblico arriva a rendersi conto che il calciobalilla ha ben poco a che fare con la disciplina sportiva da cui si è originato, costituendo piuttosto un gioco a sé stante. Il primo a dedicarsi alla commercializzazione di calciobalilla su larga scala è Larry Patterson, della L.T. Patterson Distributors di Cincinnati (Ohio), che, a partire dal 1962, si fa produrre appositamente in Germania un modello di tavolo. Grazie a lui le vendite di calciobalilla fanno registrare cifre significative sul mercato a gettoniera americano, senza però raggiungere i volumi di vendita preventivati. Bisogna arrivare alla fine degli anni '60 perché si cominci a sviluppare un certo interesse, infatti, i soldati americani che ritornano in patria dall'Europa avevano conosciuto il gioco del calciobalilla e ne avevano apprezzato la competitività, tanto che all'interno delle basi militari ogni sala per il tempo libero disponeva almeno di un paio di tavoli. Sono proprio loro a reintrodurre e decretare il successo di questo gioco-sport, che da allora si è diffuso in tutto il mondo, fino a diventare uno dei più popolari e redditizi per il commercio degli articoli a gettoniera. Locandine d'epoca
Apparecchio SportFoot, Società Italiana Gioco Calcio da Tavolo Alessandria, 1950 (circa) (locandina d'epoca, in mio possesso)
Regolamento di gioco, Società Italiana Gioco Calcio da Tavolo Alessandria, 1950 (circa) (locandina d'epoca, in mio possesso)
Gettone SportFoot S.I.G.C.T. Società Italiana Gioco Calcio da Tavolo Italia, 1950 (circa) (gettone originale, in mio possesso)
Calcio da tavolo della Ditta Lovat Livio e Simone di Mis di Sospirolo Belluno, 15 maggio 1953 (locandina d'epoca, in mio possesso)
"Zebra" Palla Sport, Regolamento Verona, 16 maggio 1953 (locandina d'epoca, in mio possesso)
Calcio da tavolo "Zebra" Belluno, 15 maggio 1953 (fotografia d'epoca, in mio possesso) Complementi
(A cura di Giorgio Terruzzi)
(A cura di Massimo Di Bernardo e Plinio Diodoro)
(A cura di
(A cura di
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Come è chiamato il calciobalilla nel mondo
Sulla denominazione italiana L'Italia è la nazione con il maggior numero di sinonimi, viene spontaneo chiedersi quale sia la dizione esatta. È difficile dirlo, alcuni dizionari riportano per corretta quella di biliardino, molti altri quella di calciobalilla, denominazione, quest'ultima, supportata da fonti storiche. Comunque errate le dizioni bigliardino, calcino, calcetto, infatti: bigliardino è il sinonimo non corretto di biliardino, a sua volta derivato da bilia è indica, a tutto rigore, un biliardo di dimensioni ridotte; i sostantivi calcino, calcetto, sono abitualmente utilizzati in alcune regioni ma possono indurre ad equivoci. Per quanto riguarda l'origine del termine balilla, l'etimologia è incerta. In ogni modo, balilla era il soprannome, esaltato dal fascismo, di un giovanissimo eroe settecentesco genovese, Giovan Battista Perasso (Giambattista, detto appunto balilla), con il nome di balilla erano infatti identificati i giovanissimi sostenitori del passato regime. Probabilmente il nome deriva proprio dal dialetto genovese, fu infatti nel porto della città della Lanterna che giunsero in Italia i primi esemplari del nuovo gioco, e in genovese balilla è sinonimo di piccolo. Da qui il nome di calcio balilla, calcio piccolo. Curiosità: il primo vocabolario della lingua italiana ad accogliere la definizione di calciobalilla fu edito nel 1952.
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Il calciobalilla ambasciatore di pace e altruismo
Brescello (RE), 6 novembre 2009 L'Associazione Sportiva Dilettantistica "LA CALCIO BALILLA SPORT" di Brescello (RE) riunisce da anni bambini, ragazzi ed adulti di ogni età, provenienti dalla provincia di Reggio Emilia e dalle zone limitrofe. I più piccini imparano metodi e strategie dai grandi, gli adulti vivono questa passione con l'entusiasmo dei ragazzi: così si crea nel calcio balilla un punto di incontro "divertente" tra le diverse generazioni. Ed è per questo che il calcio balilla è da sempre sinonimo di aggregazione e divertimento. Nel 2009, come ogni anno, la nostra Associazione ha organizzato e partecipato a diverse manifestazioni in giro per l'Italia; ed è stato in tali occasioni che è nata l'idea dei nostri tesserati di Fogliano (RE), poi accettata all'unanimità, di acquistare con il ricavato dei tornei svolti un calcio balilla da donare alle zone colpite dal terremoto del 6 aprile di quest'anno. Con gioia consegniamo questo calcio balilla, costruito e personalizzato da "ROBERTO SPORT" di Lessolo (TO), al Comune di Bussi sul Tirino in segno di solidarietà, augurandoVi di rinnovare ogni giorno divertimento e senso di aggregazione alla Vostra comunità. La Direzione de "LA CALCIO BALILLA SPORT" e tutti gli associati Bussi sul Tirino (PE), 6 novembre 2009 Riceviamo con grande gioia e sentita emozione il vostro graditissimo dono dall'alto significato simbolico. Con la presente breve nota ringraziamo pubblicamente l'Associazione Sportiva Dilettantistica "LA CALCIO BALILLA SPORT" di Brescello (RE), la comunità di Fogliano (RE) e la "ROBERTO SPORT" di Lessolo (TO), certi che questo primo incontro-gemellaggio rappresenti solo l'inizio di una sincera e duratura amicizia. Consapevoli di non poter aggiungere altre parole ed in attesa delle prossime occasioni d'incontro, porgiamo i più cordiali saluti e rinnovati ringraziamenti.
Il Sindaco, l'Amministrazione Comunale e la
comunità bussese tutta,
Consegna calciobalilla, scuola statale di Bussi sul Tirino, 6 novembre 2009
Calciobalilla montato, scuola statale di Bussi sul Tirino
Particolare del calciobalilla personalizzato Rassegna stampa
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Autore e
webmaster Gabriele Martufi - Ultimo aggiornamento 12/5/2013
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